Negli ultimi giorni la scena degli sparatutto in prima persona è stata scossa da una notizia significativa: Battlefield ha annunciato un aggiornamento che ripristina un Aim Assist più forte, riportandolo alle sensazioni della Open Beta. È una decisione che ha sorpreso molti, ma che per la maggior parte dei giocatori rappresenta un segnale positivo.
E mentre la community accoglie questa modifica con entusiasmo, cresce la domanda che interessa direttamente i giocatori di Call of Duty: anche COD farà un passo indietro e aumenterà l’Aim Assist, come ha appena fatto Battlefield?
In questo articolo analizziamo cosa è accaduto, perché i due titoli stanno vivendo dinamiche simili e quali scenari futuri possiamo aspettarci.
Che cosa è successo all’Aim Assist in Battlefield e Call of Duty
Entrambi i giochi hanno seguito uno schema quasi identico.
1. Nella Open Beta
L’Aim Assist era forte, reattivo, presente. Sia su COD che su Battlefield, la beta trasmetteva un feeling consistente nei tracciamenti e nei fight ravvicinati.
La sensazione generale della community era chiara: giocare con il controller era fluido e divertente.
2. Al lancio ufficiale
Con le versioni finali, invece, è arrivato un forte indebolimento dell’Aim Assist nelle distanze più importanti:
- close range
- super close
- medio-close
Questa modifica ha inciso in maniera netta su pistole, SMG e sullo stile di gioco aggressivo tipico degli FPS moderni.
3. Perché è un problema
Un Aim Assist così debole favorisce in maniera evidente:
- giocatori molto esperti
- chi può allenarsi molte ore
- chi ha una mira già estremamente solida
E penalizza:
- giocatori occasionali
- chi gioca dopo il lavoro
- chi vuole divertirsi senza pressione competitiva
- i nuovi giocatori
Gli scontri ravvicinati sono diventati più difficili da controllare, e questo crea un’esperienza meno accessibile per la maggior parte della community.
Perché è stato indebolito l’Aim Assist
Negli ultimi anni è aumentata la pressione da parte dei giocatori mouse e tastiera, convinti che il controller fosse troppo avvantaggiato. È probabile che gli sviluppatori abbiano scelto di indebolire l’Aim Assist per cercare un equilibrio più “neutrale”.
Ridurre l’assistenza nei fight ravvicinati, diminuire la stickiness e rendere la mira meno guidata è stato il tentativo di soddisfare questa parte della community.
Il problema è che il nerf è stato più pesante del previsto, e ha colpito soprattutto la base più ampia del pubblico.
La svolta: Battlefield torna alla mira della Beta
L’immagine che hai allegato conferma quanto annunciato nelle patch notes ufficiali: Battlefield ripristinerà l’Aim Assist della Open Beta, molto più forte e coerente rispetto alla versione attuale.
L’aggiornamento include:
- Aim Assist riportato alle impostazioni della Beta
- Miglioramento dell’input latency
- Risposta degli stick più rapida
- Movimento del soldato più fluido
Si tratta di un ritorno alle sensazioni che avevano convinto la community già nei primi giorni. La decisione è stata accolta positivamente dalla maggior parte dei giocatori, che percepivano il nerf come un passo indietro rispetto alla qualità del gameplay.
COD farà lo stesso? Analisi dei possibili scenari
La domanda adesso riguarda direttamente Call of Duty.
Vediamo gli scenari realistici.
Scenario probabile: sì, anche Call of Duty potrebbe aumentare l’Aim Assist
Ci sono diversi motivi per pensarlo.
- Il problema è identico
Black Ops 7 soffre dello stesso indebolimento della mira ravvicinata, con difficoltà evidenti negli scontri entro pochi metri. - Warzone sta per adottare il nuovo Aim Assist di Treyarch
Quando questo Aim Assist più debole arriverà su Warzone (inizio dicembre), i combattimenti iniziali diventeranno ancora più difficili, e il malcontento potrebbe aumentare notevolmente. - La maggior parte della playerbase non è hardcore
La maggioranza dei giocatori non dedica ore agli allenamenti. Un Aim Assist troppo debole crea frustrazione e un’esperienza meno divertente. - Battlefield ha già dato l’esempio
Quando un concorrente storico come Battlefield corregge un errore e la community reagisce positivamente, l’effetto “pressione” sugli sviluppatori di Call of Duty diventa molto forte.
Per tutti questi motivi, è plausibile che Activision e Treyarch valutino un ritorno parziale o graduale a un Aim Assist più consistente.
Scenario meno probabile: COD non cambia nulla
Questa opzione è possibile, ma comporta dei rischi.
- Warzone diventerebbe molto più difficile da giocare.
- I casual potrebbero abbandonare più facilmente.
- L’esperienza diventerebbe troppo punitiva nelle fasi iniziali.
- Il gap tra pro e amatori aumenterebbe ancora di più.
Call of Duty, però, è un franchise costruito per essere immediato, accessibile e adatto a un pubblico ampio. Mantenere un Aim Assist così debole non è coerente con la filosofia storica del titolo.
Cosa aspettarsi nei prossimi giorni
La realtà è che entrambe le community, Battlefield e COD, stanno spingendo nella stessa direzione: un Aim Assist che non renda il gioco “automatico”, ma che garantisca accessibilità, fluidità e un minimo di consistenza nei fight ravvicinati.
Battlefield ha ascoltato i feedback e ha già agito.
Call of Duty potrebbe fare lo stesso nelle prossime settimane, soprattutto in vista dell’arrivo del nuovo Aim Assist su Warzone.
La domanda non è più “se”, ma “quando”.
Conclusione
Il bilanciamento dell’Aim Assist è sempre un tema delicato.
Ma una cosa è chiara: i giochi competitivi devono restare accessibili, divertenti e coerenti con ciò che li ha resi popolari.
Battlefield ha già corretto il tiro e si è riallineato alle sensazioni della Beta.
Call of Duty si trova davanti allo stesso bivio.
Se sceglierà di tornare a una mira più consistente, non sarà una sorpresa, ma una risposta ai feedback della community e a un trend che emerge in modo evidente.